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Quanto costa ricaricare l'auto elettrica a casa? E quando serve una wallbox

Quanto costa ricaricare l'auto elettrica a casa? E quando serve una wallbox

Quanto costa ricaricare l'auto elettrica a casa? E quando serve una wallbox

Portare una batteria da 60 kWh dal 30% all'80% costa circa 8 euro. Se credi che la wallbox possa farti risparmiare, ti sbagli. In questo articolo vedremo il perchè.

Portare una batteria da 60 kWh dal 30% all'80% costa circa 8 euro. Se credi che la wallbox possa farti risparmiare, ti sbagli. In questo articolo vedremo il perchè.

Portare una batteria da 60 kWh dal 30% all'80% costa circa 8 euro. Se credi che la wallbox possa farti risparmiare, ti sbagli. In questo articolo vedremo il perchè.

Auto elettrica collegata a una wallbox sulla parete di un'abitazione.

Fotovoltaico ed efficienza energetica

Fotovoltaico ed efficienza energetica

Fotovoltaico ed efficienza energetica

Con i numeri dell'esempio che trovi qui sotto, portare una batteria da 60 kWh dal 30% all'80% costa circa 8 euro. Il risultato può variare in base alla tua tariffa, all'auto e alle perdite durante la ricarica.

La wallbox, come già anticipato, di fatto non ti permette di risparmiare. Non abbassa il costo dell'energia erogata, serve a ricaricare con una linea dedicata e a gestire meglio la potenza, gli orari e i consumi.
Non è detto che tu ne abbia per forza bisogno, ma non significa neanche che una presa qualsiasi in garage sia una buona alternativa.

Come calcolare il costo di una ricarica

Abbiamo bisogno di 3 dati:

  • quanta energia vuoi rimettere nella batteria;

  • quanta energia preleverai davvero dal contatore e quanta, ad esempio, dal fotovoltaico;

  • quanto paghi ogni kWh.

Il primo passaggio è semplice:

kWh da ricaricare = capacità utile × percentuale da recuperare

Supponiamo che l'auto abbia una batteria da 60 kWh. Arrivi a casa con il 30% e vuoi ripartire domani mattina con l'80%. Devi quindi recuperare il 50% della capacità:

60 kWh × 50% = 30 kWh

Il tuo contatore, però, dovrà erogare più di 30 kWh. Questo perché una parte dell'energia si perde tra il caricatore, i cavi, la batteria e i sistemi di gestione termica.

Se per il calcolo ipotizziamo un rendimento del 90%:

30 kWh ÷ 0,90 = 33,3 kWh prelevati

Con un costo variabile dell'energia pari a 0,24 €/kWh:

33,3 kWh × 0,24 €/kWh = circa 8,00 euro

Lo 0,24 €/kWh è solo un valore dimostrativo.

Anche il rendimento del 90% è un'ipotesi. Fattori come la temperatura, la potenza, il modello dell'auto e la gestione della batteria possono cambiare il rendimento e quindi anche il risultato.

Se vuoi una stima più affidabile, confronta i kWh registrati dall'auto con quelli misurati dal contatore o dalla wallbox.

Quanto costa percorrere 100 chilometri

Per confrontare l'auto elettrica con altre soluzioni è più utile ragionare sul costo ogni 100 chilometri.

Se l'auto consuma in media 18 kWh ogni 100 km, misurati alla batteria, e manteniamo l'ipotesi di rendimento del 90%:

18 kWh ÷ 0,90 = 20 kWh prelevati ogni 100 km

Con lo stesso costo di 0,24 €/kWh:

20 kWh × 0,24 €/kWh = 4,80 euro ogni 100 km

Non prendere come riferimento il consumo migliore comparso una volta sul display; anche quello è parecchio variabile e dipende da diversi fattori. Piuttosto usa la media raccolta durante l'arco di alcune, sicuramente sarà più accurata.

Ti serve davvero una wallbox?

Non necessariamente. Dipende da quanti chilometri percorri, da quanto tempo l'auto rimane ferma in garage e, soprattutto, dall'impianto elettrico disponibile.

La wallbox diventa utile se:

  • ricarichi quasi ogni giorno;

  • vuoi evitare che auto ed elettrodomestici superino insieme la potenza disponibile;

  • vuoi programmare la ricarica in determinati orari, ad esempio in fasce orarie in cui paghi meno al kWh;

  • vuoi sfruttare la produzione del fotovoltaico;

  • il punto di ricarica è all'aperto o in uno spazio condiviso.

Quanta potenza ti serve per ricaricare un auto elettrica?

Prima di chiamare il tuo fornitore per aumentare la potenza del tuo contatore, cerca di capire la quantità di energia di cui hai bisogno durante le ore in cui la tua auto è in ricarica:

potenza media necessaria = kWh da prelevare ÷ ore disponibili

Se devi ricaricare l'auto per 20 kWh e l'auto resta in garage per 10 ore, la potenza media richiesta è circa 2 kW.

Questo calcolo può aiutare te, e il tuo consulente, a capire l'ordine di grandezza di cui si parla. Se l'auto rimane in garage tutta la notte, non è necessario ricaricare l'auto usando la massima potenza accettata dal veicolo.

Un contratto da 3 kW dispone normalmente di una franchigia del 10%, quindi il contatore salta oltre circa 3,3 kW. Quella potenza, però, è condivisa con forno, piano a induzione, climatizzatore e tutto ciò che è acceso in casa. ARERA spiega qui la differenza tra potenza impegnata e disponibile.

Una wallbox con gestione dinamica può ridurre temporaneamente la potenza destinata all'auto quando, ad esempio, tua moglie passa l'aspirapolvere o fa partire la lavastoviglie. In alcuni casi questo permette di evitare che il contatore salti.

Quanto costa installare una wallbox

Il prezzo della wallbox in sè è soltanto una parte del preventivo.

Il costo finale dipende dalla distanza dal quadro elettrico, dalla linea da realizzare, dalle protezioni, dalle opere murarie, dalla gestione dinamica dei carichi e dall'eventuale connessione dati. In un condominio possono aggiungersi altri passaggi tecnici e amministrativi.

Per questo una cifra generica, senza conoscere l'impianto, dice poco. Due installazioni con la stessa wallbox possono avere costi molto diversi.

Ricarica e fotovoltaico devono trovarsi nello stesso momento

Il fotovoltaico aiuta soprattutto se l'auto è collegata mentre l'impianto produce.

Se l'auto resta a casa durante il giorno, puoi destinare alla ricarica una parte dell'energia solare e aumentare l'autoconsumo. Se rientra in garage soltanto la sera, quella produzione non alimenterà direttamente la ricarica. Ti servirà un sistema di accumulo, la cui convenienza va valutata separatamente.

Ci sono bonus attivi nel 2026?

La pagina del Bonus colonnine domestiche del MIMIT riguarda le annualità dal 2022 al 2024. Lo sportello si è chiuso il 27 maggio 2025 e non va considerato come un bonus attivo e utilizzabile nel 2026.

Anche la sperimentazione GSE per la ricarica notturna e festiva va considerata con attenzione. Le nuove richieste si sono chiuse il 30 giugno 2026. Per chi risultava già ammesso, la sperimentazione prosegue automaticamente fino al 30 giugno 2027. Lo conferma la pagina aggiornata del GSE.

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Fonti

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