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Fotovoltaico ed efficienza energetica
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Nel 2026 i riscaldamenti si possono accendere dal 15 ottobre in zona E, dal 1 novembre in zona D, dal 15 novembre in zona C e dal 1 dicembre nelle zone A e B. In zona F non ci sono limiti nazionali di periodo o di ore. La data che vale per casa tua dipende quindi dalla zona climatica del Comune e da eventuali ordinanze locali.
Zona | Periodo nazionale 2026-2027 | Ore massime al giorno |
|---|---|---|
A | Dal 1 dicembre al 15 marzo | 6 |
B | Dal 1 dicembre al 31 marzo | 8 |
C | Dal 15 novembre al 31 marzo | 10 |
D | Dal 1 novembre al 15 aprile | 12 |
E | Dal 15 ottobre al 15 aprile | 14 |
F | Nessun limite nazionale di periodo | Nessun limite nazionale |
Il calendario qui sopra riguarda l’autunno 2026 e la primavera 2027. Sono i limiti ordinari dell’articolo 4 del DPR 74/2013. Nelle zone da A a E, di norma, puoi distribuire le ore consentite in più fasce tra le 5 e le 23. Alcuni impianti ed edifici hanno però delle deroghe, che trovi spiegate più avanti.
Come trovare la zona climatica di casa tua
Il DPR 412/1993 divide i Comuni in sei zone in base ai gradi-giorno. È un indice che riassume quanto fa freddo durante il periodo convenzionale di riscaldamento. Più è alto, più la zona è fredda. Le soglie sono queste:
A: fino a 600 gradi-giorno;
B: oltre 600 e fino a 900;
C: oltre 900 e fino a 1.400;
D: oltre 1.400 e fino a 2.100;
E: oltre 2.100 e fino a 3.000;
F: oltre 3.000.
Non devi calcolarli tu. Cerca sul sito del tuo Comune la voce “zona climatica”, oppure consulta l’allegato A del DPR 412/1993 e i suoi aggiornamenti. Controlla il Comune preciso, non solo la Regione. Anche due paesi vicini possono appartenere a zone diverse.
Quante ore puoi tenere acceso il riscaldamento
Le ore in tabella sono un tetto massimo. Non devi usarle tutte. In zona D, per esempio, il limite ordinario è di 12 ore al giorno. Puoi fare 3 ore al mattino e 5 alla sera, per un totale di 8, restando nella fascia dalle 5 alle 23.
Ci sono eccezioni anche per le abitazioni. L’articolo 4, comma 6, esclude dal limite di durata giornaliera, per esempio, gli impianti a pannelli radianti incassati e alcuni impianti autonomi con programmatore giornaliero che regola la temperatura su almeno due livelli e spegne il generatore secondo le necessità dell’utente.
Avere un termostato, da solo, non ti dice se rientri nella deroga. Fai verificare al manutentore se il tuo impianto ha i requisiti. Questa eccezione riguarda le ore e lascia valido il calendario stagionale.
Se fa freddo prima della data prevista
Puoi accendere anche fuori stagione se le condizioni climatiche lo giustificano. La regola ordinaria consente al massimo metà delle ore previste per la tua zona. In zona E, per esempio, 14 diviso 2 fa 7 ore al giorno. Restano da verificare le eventuali deroghe dell’impianto e le ordinanze locali.
La norma non richiede un numero minimo di giornate fredde e non subordina questa possibilità a una nuova ordinanza del sindaco. Il criterio è che il clima giustifichi l’accensione. Prima di programmare l’impianto, controlla comunque le disposizioni del Comune. Se il riscaldamento è centralizzato, senti l’amministratore.
Controlla anche le ordinanze del Comune
Il sindaco può anticipare o posticipare l’accensione e aumentare o ridurre le ore giornaliere, con un’ordinanza motivata. Può anche abbassare la temperatura massima consentita negli ambienti. Lo prevede l’articolo 5 del DPR 74/2013. Cerca un provvedimento valido per la stagione 2026-2027: una vecchia ordinanza non basta.
Prima di impostare gli orari, verifica:
la zona climatica del tuo Comune;
le ordinanze in vigore sul sito comunale o sull’albo pretorio, soprattutto a ridosso dell’accensione;
il calendario del condominio, se il riscaldamento è centralizzato;
le eventuali deroghe per il tuo impianto. L’articolo 4, comma 5, prevede inoltre eccezioni per edifici con usi particolari, come ospedali e asili nido.
Cosa cambia tra riscaldamento autonomo e centralizzato
Con una caldaia autonoma decidi tu quando scaldare casa, entro le regole applicabili al tuo impianto e al Comune. Prima di riaccenderla, controlla che data, ora e programma del termostato siano corretti. Per manutenzione e controlli tecnici segui il manuale e le indicazioni del manutentore.
Con il centralizzato, chiedi all’amministratore la data di avvio e le fasce scelte per il condominio. Per gli impianti che servono più abitazioni, l’articolo 4, comma 7, richiede una tabella esposta con periodo e orari, nome e recapito del responsabile e codice del catasto impianti. È il riferimento per sapere come sarà gestito il riscaldamento nel tuo edificio.
Prima di accendere, segna la lettura del gas
Una foto al contatore prima dell’avvio della stagione ti dà un punto di partenza. Confrontala con una lettura successiva e annota le date. La differenza ti dice quanto gas hai usato nel periodo, ma comprende anche cucina e acqua calda se passano dallo stesso contatore.
La foto da sola non comunica il dato al venditore. Segui le indicazioni per l’autolettura del contatore. Se vuoi capire come quei consumi si traducono in bolletta, trovi assistenza nella pagina del servizio gas.
Fonti
DPR 74/2013, articolo 4: calendario, ore e deroghe, Normattiva, testo vigente consultato il 7 settembre 2026.
DPR 74/2013, articolo 5: ordinanze comunali, Normattiva, testo vigente consultato il 7 settembre 2026.
DPR 412/1993, articolo 2: zone climatiche, Normattiva, testo vigente consultato il 7 settembre 2026.
DPR 412/1993, articolo 1: definizione di gradi-giorno, Normattiva, testo vigente consultato il 7 settembre 2026.
La casa si scalda poco e il gas costa troppo?
Partiamo dalle bollette e da come riscaldi casa. Un consulente Spazio EWO, Spazio Enel Partner, può aiutarti a leggere i consumi e a capire quali interventi di efficienza valutare.
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