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Fotovoltaico ed efficienza energetica
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Fotovoltaico ed efficienza energetica
Dal 15 ottobre in zona E, cioè in buona parte del Nord, si possono riaccendere i termosifoni. E in molte case ricomincia la stessa discussione: lo teniamo acceso tutto il giorno a 19 gradi, o lo accendiamo solo quando siamo in casa?
Con caldaia e termosifoni, di solito spende meno chi lo accende a orari. Con il pavimento radiante o la pompa di calore il discorso cambia, e a volte conviene il contrario. Qui sotto trovi il perché e un modo semplice per verificarlo con il tuo contatore.
Perché spegnere fa quasi sempre consumare meno
Una casa perde calore verso l’esterno, e ne perde di più quanto più è calda rispetto a fuori. Quando il riscaldamento è spento o abbassato, la temperatura in casa scende e la dispersione rallenta. Al rientro la caldaia lavora a pieno regime per un po’, ed è da qui che nasce l’idea che riaccendere costi di più. In realtà sta recuperando solo il calore perso, che è meno di quello che avresti disperso tenendo la casa a 20 gradi tutto il giorno.
Quanto si risparmia dipende dalla casa. In un appartamento ben isolato, con muri spessi, in otto ore la temperatura scende di poco e la differenza tra le due scelte è piccola. In una casa che si raffredda in fretta il risparmio è più alto, ma rientri con 15 gradi e serve tempo prima di stare bene. Lì un compromesso ragionevole è abbassare di 3 o 4 gradi invece di spegnere.
Un dettaglio che confonde spesso: “acceso 8 ore” non vuol dire che la caldaia bruci gas per 8 ore. Con il termostato lavora finché la casa arriva in temperatura, poi rallenta o si ferma.
Pavimento radiante e pompa di calore preferiscono la continuità
Caldaia e termosifoni scaldano in fretta, quindi gli orari programmati funzionano bene. Due impianti si comportano in modo diverso.
Il pavimento radiante è lento: impiega ore a scaldarsi e altrettante a raffreddarsi. Se lo spegni quando esci, il calore arriva quando sei già a letto. Meglio una temperatura quasi costante, abbassata di uno o due gradi la notte.
La pompa di calore consuma meno quando produce acqua tiepida. Un recupero veloce dopo molte ore di spegnimento la costringe a scaldare l’acqua di più o ad accendere le resistenze elettriche di integrazione, e quello che avevi risparmiato si perde in parte o del tutto. Chiedi al tecnico di impostare la curva climatica e le fasce orarie insieme a te. Per capire quali dati guardare c’è la nostra guida sui consumi della pompa di calore.
Quanto abbassare quando esci
Per qualche ora fuori casa, lascia fare al programma. Per un weekend usa la funzione ridotta o “vacanza” del termostato invece di spegnere tutto: una casa che resta fredda per giorni accumula umidità, e sui muri più freddi può comparire la muffa. Se in casa restano anziani o bambini piccoli, la temperatura la decide il loro comfort, non il risparmio.
Al rientro non serve portare il termostato a 25 gradi. La caldaia di solito non scalda più in fretta, e poi la casa supera la temperatura che volevi. Se torni sempre al freddo, anticipa l’accensione di mezz’ora. E ogni grado pesa: secondo ENEA, uno in meno può ridurre i consumi fino al 10%.
Fai la prova a casa tua
Il modo più sicuro per saperlo è misurare. Servono due settimane con un tempo simile. Nella prima tieni il programma di sempre, nella seconda cambia una cosa sola, per esempio l’orario di accensione o la temperatura quando sei fuori. Segna:
la lettura del contatore del gas il primo e l’ultimo giorno di ogni settimana (se non sai dove guardare, c’è la guida all’autolettura), oppure i kWh del riscaldamento se la pompa di calore li mostra;
la temperatura in casa quando ti svegli e quando rientri;
i giorni fuori dall’ordinario: ospiti, finestre aperte a lungo, giorni passati fuori.
Se una delle due settimane è stata molto più mite, il confronto non vale: il gas in meno l’ha fatto il meteo, non il programma. Non usare nemmeno il totale della bolletta, che contiene quote fisse ed eventuali conguagli.
Alla fine tieni il programma che consuma meno a parità di comfort. Se una stanza resta fredda anche con molte ore di accensione, il problema non è l’orario ma l’impianto: parti dai controlli della guida su cosa verificare prima di accendere caldaia e termosifoni.
“Sempre acceso” ha comunque un limite
Anche se il termostato permette di programmarlo 24 ore su 24, in quasi tutta Italia ci sono un periodo di accensione e un numero massimo di ore al giorno. In zona E si va dal 15 ottobre al 15 aprile, per un massimo di 14 ore tra le 5 e le 23, salvo deroghe. In casa la temperatura non dovrebbe superare i 20 gradi, con 2 di tolleranza. Solo la zona F non ha limiti nazionali. Le date delle altre zone e le deroghe sono nella guida su quando si accendono i riscaldamenti, insieme alle ordinanze dei Comuni. Con l’impianto centralizzato contano anche il regolamento di condominio e l’amministratore.
Fonti: DPR 74/2013 sull’esercizio degli impianti termici e Commissione europea, apparecchi per il riscaldamento.
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